E poi c’era appunto il ruolo dei Cittadini della Bellezza, dei Piloerettisti, degli Eutopisti e degli altri lettori che provavano a dare una mano per diffondere la Bellezza. Era una specie di mondo dentro un piccolo mondo, e il Poeta, che per i suoi Figlioli era a tutti gli effetti il papi, decise che erano maturi i tempi per le nuove avventure di Don Chisciotte. Per questa ragione osò chiedere ai suoi lettori se andava loro di diventare, a tutti gli effetti, dei moderni Sancho Panza, cioè delle persone che, stufe di un modello di vita annacquato ed imbarbarito dai video e dalle chiacchiere superficiali, erano disposti a “impoetare" il mondo.
«Vedrete come i mulini a vento diventeranno dei veri giganti da combattere, e sarà un vero piacere militare assieme: basterà un Foglio Bianco e il Sistema sarà vinto».
A suo parere, il confine tra un’illusoria utopia e una realizzabile Eutopia stava in un piccolo dettaglio: una vocale maiuscola. Gli servirono quindici anni di prove ed errori per arrivare alla proposta finale e, anche se i Figlioli erano la sua personale trasposizione delle bizzarre imprese del cavaliere della Mancia, essi erano tanto reali quanto lo erano per il protagonista del romanzo di Cervantes. Non è poi così male avere simili illusioni e il Poeta ci conviveva benissimo.
«Basta solo saper guardare il mondo da un’altra angolazione», spiegava a chi gli chiedeva cosa intendesse.
Per questo mandò in giro i suoi Figlioli alla ricerca di volontari. Si sa, nessun genitore dovrebbe fare delle preferenze tra la sua genia, ma il Poeta non poteva negarlo: i Figlioli de i sette perché ed il messaggio che contenevano erano ciò che gli stava più a cuore.
