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Ma torniamo alle presentazioni e a ciò che più di tutto imbarazzava il Poeta:

«Salve, mi chiamo Massimo e ho un po’ di anni dietro le spalle. Vivo in Friuli, faccio un lavoro in cui ogni giorno sposto una caterva di numeri da alcuni fogli di carta ad un pc e viceversa. La mia vita lavorativa si svolge sempre allo stesso modo, ogni giorno uguale all’altro, e così procede da trent’anni e sembra tanto ‒ ma non è certo ‒ che così andrà avanti per altri due lustri. Per quanto riguarda le attitudini personali posso dire che mi piace tanto il frico friulano, bevo un bicchiere di rosso al giorno, tifo Udinese, e direi di smetterla qua con le cazzate. In gioventù ho scritto un sacco di sciocchezze per le ragazze, soprattutto per arrivare alla loro virtù, e a quanto pare bastava scrivere sciocchezze. Il risultato, almeno per me, sarebbe un lungo elenco di scuse da fare, ma, a parte alcuni casi evidenti, non credo sia necessario: gli errori si fanno quasi sempre in due. Successivamente ho continuato a scrivere perché era l’unico modo per fare ordine nei miei pensieri finché, nel 2005, ho iniziato a catalogare le mie poesie. In poco tempo ho capito che nessuno avrebbe mai pubblicato le liriche di un impiegato frustrato, che viveva con una gatta epilettica, che mangiava pizze surgelate ed era pieno di problemi. Così mi sono inventato tutto quello che vedete. Va detto che il curriculum è il seguente: risultati artistici zero, risultati letterari zero, premi zero (o quasi), esposizioni in gallerie o strutture simili zero, riconoscimenti ufficiali zero. Tuttavia tengo a precisare che la cosa non mi tange: dopo aver vinto l’unico concorso di poesie della mia vita ho capito che non avrei più partecipato ad altri. Ho un Esperimento in corso e ciò mi permette di non dover chiedere nulla a nessuno. È tutta farina del mio sacco, e poi… poi la verità è che il mondo è gravido di sognatori e utopisti, ed io cerco proprio loro. È con essi che voglio avere uno scambio artistico diretto, nuovo, innovativo, privo di manipolazioni e filtri commerciali, visto che ormai il marketing, il profitto ad ogni costo, le offerte commerciali, gli sconti in perdita e tutto il resto lo hanno già inventato. Ah già, riguardo alla mia vita privata: sono stato un ramo secco quasi fino ai cinquant’anni, poi sono arrivati gli angeli ‒ o qualcosa del genere ‒ e, anche se non è tutto scritto in quel libro, qualche episodio l’ho catalogato».

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